Prime considerazioni

La mia idea ha suscitato interesse a tutte le figure del settore trasporti (trasportatori, costruttori) e ad altre persone, che subito l’hanno riconosciuta come un’innovazione utile per le loro esperienze dirette ed indirette. Tutti comunque hanno intuito che il rischio esiste e vanno attuati provvedimenti risolutivi per migliorare le condizioni di sicurezza. Infatti dopo la mia presenza al TTS 05 di Parma nel Febbraio scorso,da qualche tempo si stanno aprendo per me varie possibilità per concretizzare quanto fino adesso è rimasto sulla carta.

Intanto sull’argomento in questione continuo la mia opera di approfondimento . Infatti ho avuto occasione di parlare con degli autotrasportatori, che sovente utilizzano la pedana idraulica dei loro camion, per operazioni di carico e scarico merci nel tessuto urbano. Hanno sempre timore ogni qualvolta manovrano la pedana possa succedere un incidente. Di solito accade ad esempio, quando essa è in posizione di rampa ,ovvero quando il cono segnalatore posto all’angolo sporgente della stessa viene schiacciato dalle auto. Oppure quando qualcuno o qualcosa possa andare contro,specialmente con il piano di carico posto orizzontalmente. Altro timore è che qualche persona, come pure veicoli ecc., possano rimanervi sotto quando viene manovrata. Simili problematiche ,si presentano per i carro attrezzi, dove esiste in più il rischio, che essi espongano sempre minacciosamente il piano di carico: cioè quando sono in movimento, oltre alle operazioni che eseguono in sosta. Necessita considerare in modo particolare l’esposizione ai rischi del personale addetto, sia per i camion che per i carro attrezzi, quando sono occupati nelle operazioni di recupero , scarico, ecc. Con l’ausilio di una opportuna segnalazione dell’ingombro del veicolo e di una efficace protezione delle parti sporgenti del mezzo, si migliorano le condizioni di sicurezza in caso di incidenti diretti (manovrabilità delle attrezzature, dei carichi, operazioni di soccorso), ma anche indiretti come (tamponamenti, ecc.). L’operatore potrebbe anche fungere da cuscinetto tra il suo mezzo ed il veicolo che lo tampona rimanendo schiacciato. Questo è il motivo di proteggere le parti sporgenti e o taglienti dei veicoli, proprio per attenuare le conseguenze, che differentemente (com’è nella realtà di oggi) sono di gran lunga maggiori!

Queste testimonianze denotano una forte esigenza da parte degli stessi operatori, nel cercare di limitare i pericoli, già ampiamente descritti in altre sezioni del sito.Tali rimedi sono diventati ormai consuetudine anche se non regolamentati dal codice della strada. Questa sentita necessità, esige risposta tempestiva ed adeguata, al fine del raggiungimento del mio obiettivo e soprattutto della UE. Si può dire che c’è una forma di richiesta da parte dei diretti interessati, alla risoluzione di dette problematiche anche se non esplicita, proprio adattandosi a dei rimedi occasionali,(vedere foto). Contemporaneamente in risposta a queste note esigenze degli operatori e costruttori esiste l’impegno per il raggiungimento della drastica riduzione degli incidenti stradali, da parte della UE, come pure degli altri Paesi del Mondo. Tale obiettivo sarà raggiunto anche agendo sulle nuove tecnologie, sia attive che passive dei mezzi di trasporto.

Tra questi due aspetti, si trova la mia soluzione, la quale riuscirebbe a soddisfare allo stesso tempo e pienamente i due intenti.

Pertanto sto cercando a livello internazionale, aziende che sposino la mia idea, per realizzarla ed immetterla sul mercato mondiale, iniziando da subito a renderla già realtà e presentandola anche al Transpotec 2006 di Milano, dove tengo molto esserci!

 

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